Mariella Sudano è poetessa e pittrice. Ha una grande passione per il teatro greco, dipinge ispirandosi agli impressionisti e disegna astratti. È nata a Catania e vive a Palagonia, dove lavora come insegnante. Fatalmente, la terra d’origine segna l’artista nell’intimo, conferendo alla sua opera di poetessa e illustratrice quel carattere di solare passionalità che è tipico della regione. Un carattere piacevolmente mediterraneo, che fa del colore – l’azzurro, naturalmente – quasi una religione, una ragione di vita.
Azzurro Gusto“, la silloge meritoriamente pubblicata da Akkuaria, rispecchia fedelmente quelle che assurgono a caratteristiche archetipiche dell’approccio dell’autrice alla poesia e all’arte figurativa: alludo alla ricerca della segreta armonia racchiusa nelle combinazioni di versi spesso anch’essi legati a temi astratti, come le curatissime immagini che fanno da preziosa cornice alle poesie della Sudano.
Devo confessare la mia personale indecisione, nel decidere quale delle due dimensioni – la disegnatrice dal tratto sicuro e denso di particolari e la poetessa innamorata della forza evocativa del verso – prevalga nella sfera artistica di Mariella Sudano. Ebbene, credo di poter affermare che esse ben rappresentano la dialettica interiore di suggestioni, passioni e motivazioni interiori che, saldate indissolubilmente come sono tra esse, costituiscono in realtà un suggestivo unicum artistico. Ho l’impressione che sentiremo parlare ancora a lungo di Mariella.
Immagine e poesia mi sembrano due facce di una stessa medaglia per te: qual è la dinamica che ti induce a preferire una forma espressiva piuttosto che un’altra?
Scrivere poesia è per me l’esigenza di coniugare l’affettività con le parole che mi ritornano indietro come musica e fotografia dell’emozione che sto provando, posso vedere e sentire fuori di me quello che mi sta dando gioia o dolore. Fisso all’esterno e comunico dentro uno spazio che diventa luogo d’incontro con chi mi legge.
Con gli astratti rappresento me stessa attraverso un linguaggio universale, onirico in una forma oserei dire, istrionica… Sono ogni segno che traccio: volo, salto, sogno, amo. Vivo dentro una dimensione di libertà assoluta. Ogni astratto mi rappresenta come un paradigma.
I tuoi disegni mostrano un piglio sicuro, professionale, un tratto ben riconoscibile. Come sei approdata a tale, invidiabile, risultato?
Ti ringrazio per il complimento… Penso che a farla da padrona sia la mia buona abilità oculo-manuale. Attraverso la sicurezza del segno, m’impongo e mi declino.
La copertina del tuo libro ospita un tuo disegno estremamente complesso. Cosa rappresenta?
Rappresenta me. Una molteplicità di emozioni e sogni non relegabili, infatti il cerchio è spezzato.
Mi percepisco in osmosi con il mondo. Non ci sarebbe nessuna crescita nella chiusura: vivere è svilupparsi, muoversi con gli altri, mantenendo la propria identità.
Il colore esercita una grande attrattiva su di te. Dovessi attribuire una tinta alla tua poesia, quale sceglieresti, e perché?
La mia poesia ha i colori di una ricchissima tavolozza, vivaci e freschi al contempo… ha il colore d’azzurro gusto!
La passione, la sensualità e la femminilità assurgono al rango di elementi fondanti nella tua poesia. Ti senti più vicina a una dimensione dionisiaca o apollinea?
Entrambe le dimensioni vivono in me e le ricerco in egual misura. Credo che la bellezza non si trovi nella simmetria ma nell’armonia di elementi asimmetrici.
Quali sono i tuoi modelli poetici, se ne hai?
Non ho modelli poetici ai quali m’ispiro. Ciononostante, i poeti che amo leggere sono: Neruda, Garcia Lorca, Hikmet, Dickinson, Baudelaire, Verlaine, D’Annunzio, Kavafis e tanti altri.
… E quelli pittorici?
Adoro Kandinskij, Mirò, Klimt, Pollock, Magritte, Fontana, Escher, Dalì e credo che l’elenco possa ancora aumentare, mi dispiace ripetere il verbo iniziale, ma di questo si tratta, adoro l’arte, l’originalità di ciascun artista che rappresenta in forma nuova, pensieri e miti di ogni tempo.
Quale ambito senti più congeniale, quello poetico o quello figurativo?
Li sento entrambi congeniali, non posso dire di preferirne uno piuttosto che un altro. Quando vidi la prima di stampa di Azzurro gusto, ero particolarmente soddisfatta e felice di vedere una caratteristica espressiva che m’accompagna da sempre: poesie e disegni insieme, negli stessi fogli, nelle stesse pagine. Parole e segni: le mie vesti.
A cosa stai lavorando in questo momento?
Sto lavorando a un testo che potrei definire surrealonirico e ad una silloge poetica legata a una raccolta d’astratti.
Il commento iniziale e l’ntervista sono a cura di Luigi Milani